L’ambiguità di Berlusconi: non vuole più spendere ma nemmeno cedere la società

In quello che probabilmente è il periodo più complicato dell’era Berlusconi, tutti parlano dei motivi che hanno provocato la Z_Berlusconi_Gallianiprofonda crisi del Milan: mercato, giocatori mediocri tecnicamente o a livello di personalità, allenatori, Galliani, Barbara; ognuno ha il suo capro espiatorio e, come sempre in questi casi, la verità dovrebbe essere un mix dei vari elementi. Ma in tutto questo caos c’è un aspetto che risalta: l’ambiguità del presidente (onorario). Silvio Berlusconi sembra completamente disinteressato al Milan, nonostante i presunti summit familiari e con Galliani, tanto che sue dichiarazioni nell’ultimo periodo non sono state sentite da nessuno, ma si limitano a comunicati come l’ultimo che conferma Seedorf anche per la prossima stagione. A questo si aggiungano le tristemente note vicende di mercato che hanno portato allo smantellamento di una grande squadra senza reinvestire un euro di quelli guadagnati o risparmiati sugli ingaggi (così come accaduto con i famigerati 30 milioni arrivati dalla qualificazione alla Champions League). Però, nonostante questo evidente disinteresse, Berlusconi non vuole vendere, tanto che l’ultima sua dichiarazione verbale è quel “no” ripetuto tre volte in risposta alle indiscrezioni sulla presunta ricerca di acquirenti. Non solo. Addirittura il Milan ha mostrato con i fatti l’intenzione di costruire un nuovo stadio di proprietà. I tifosi sono spiazzati da questo incomprensibile controsenso ancora più che dagli scarsi risultati.Berlusconi non vuole più spendere i soldi per il Milan? E allora perchè non mette in vendita la società? Infatti, si può discutere su tutto ma questo è un punto ovvio: o si cerca di creare una squadra competitiva almeno in Italia oppure si prova a vendere la società. Non ci sono alternative, soprattutto quando si tratta di Silvio Berlusconi che dell’immagine ha sempre fatto il suo cavallo di battaglia; anche per questo motivo sarebbe controproducente per lui essere associato a una squadra ridotta così male. E poi, se non si vuole più “sprecare denaro”, perchè impegnarsi in un’avventura tanto impegnativa come quella della stadio? Tra l’altro, a prescindere dai soldi, perchè non cedere la società se non si ha più l’entusiasmo di una volta? E ancora, senza entusiasmo, come si può pensare ad un nuovo stadio? Ormai è troppo tempo che Berlusconi non segue il Milan in prima persona, ma almeno fino a un paio di anni fa era stato presente a livello economico ripianando i debiti. Si pensava che la sua lontananza fosse dovuta agli impegni politici, ma adesso che, suo malgrado, sono ridotti, il disinteresse sembra addirittura maggiore. Insomma, le domande sono numerose, soprattutto perchè l’incertezza societaria ha portato al tracollo della squadra. Ecco il motivo per cui Berlusconi dovrebbe finalmente chiarire quali sono le sue intenzioni, sia con le parole che, soprattutto, con i fatti. L’ambiguità non giova a nessuno e solo un suo rinnovato interesse può far tornare grande il Milan. C’è anche la possibilità di provare a cedere, ma di sicuro è arrivato il momento che Berlusconi si spieghi, faccia chiarezza e agisca in qualche modo.