Staffetta Constant-Emanuelson: ma il Milan su quella fascia merita altro

Fuori Urby Emanuelson, dentro Kevin Constant. Cambia l’interprete, non la sostanza. Questo, perlomeno, è il pensiero dei tifosi rossoneri, che, nel corso di questa disastrosa stagione, hanno già avuto modo di fischiare sonoramente e contestare a più riprese i due terzini. Constant contro il Genoa, Emanuelson contro il Parma: due partite, due proteste, due momenti clou che hanno segnato e compromesso irrimediabilmente il rapporto tra i giocatori e il popolo milanista. L’olandese, dopo la fiducia incondizionata di Seedorf e le tante presenze costellate da erroracci e svarioni, ha esaurito i suoi bonus, uscendo la scorsa domenica tra i fischi di San Siro dopo cinquantadue minuti da incubo alle prese con uno scatenato... Schelotto! Stesso andazzo per il franco-guineano, che ritrova una maglia da titolare dopo le critiche e le accuse ricevute. Le numerose prestazioni sottotono e un atteggiamento ritenuto sin troppo irreverente, sia dentro che fuori dal campo (tra post e scatti sui social network), hanno di fatto indispettito i tifosi, che non gli hanno perdonato più nulla dopo la reazione polemica dello stesso calciatore nell’intervallo di quel famoso Milan-Fiorentina (0-2) del 2 novembre scorso. "Invece di fare il pagliaccio e l’arrogante rispetta chi ti paga per vederti giocare in modo imbarazzante", ha poi replicato la Curva Sud la sera del match (e della prima contestazione organizzata) con il Genoa, manifestando con un emblematico striscione un’insofferenza chiara e radicata. Ora un’altra chance, stavolta lontano da quel San Siro così (giustamente) ostile, con la speranza (più che l'obiettivo) che proprio Constant possa far meglio dell'Emanuelson "ammirato" quest'anno. Ma in fondo hanno ragione proprio i tifosi: uno vale l'altro.